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Dic
11
2012

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Ravioli allucinogeni burro e salvia

 

(Fonte: http://forum.cosenascoste.com/viaggi-astrali-obe-e-sogni-lucidi/65699-piante-che-inducono-sogni-lucidi-e-viaggi-astrali.html)

 

Questo post nasce dall’innocente intervento di Paky922 nel suddetto blog. Il post non intende instradare persone all’uso di droghe ma è stato scritto a puro scopo scientifico. Se però la scienza non é il vostro forte e preferite gli aspetti pratici, andate qui, dove troverete ottimi decotti, bocconcini e cannoni magici, sui quali non mi soffermo.

L’oggetto di questo post è una pianta di origine messicana, la Salvia divinorum (comunemente chiamata menta magica, erba Maria o erba della pastora) che contiene la sostanza psicoattiva naturale più potente che si conosca (tra 0,89 e 3,70 mg/g di peso secco nella pianta, ma già 200 μg fanno partire di testa un uomo di peso medio). La sostanza si chiama salvinorina A, isolata da Ortega e Valdes negli anni ’80. Essa provoca interessanti effetti collaterali, quali la separazione totale tra corpo e spirito con perdita di coscienza e delle percezioni sensoriali. La somministrazione per via inalatoria di salvinorina A causa la comparsa di allucinazioni; gli effetti insorgono dopo circa 30 secondi dall’inalazione, raggiungono una fase di plateau in 5-10 minuti e scompaiono dopo 20-30 minuti.

Dalle varie (nonché numerosissime) testimonianze sembra che ci siano delle sensazioni ricorrenti quali rivivere momenti passati, perdita della propria identità e dell’identità del proprio corpo, trovarsi contemporaneamente in più luoghi, vedere se stessi al di fuori del proprio corpo. Per questi motivi, la salvinorina A è considerata un enteogeno (sostanza rivelatrice della divinità interiore) e uno dei pochi allucinogeni dissociativi presenti in natura, cioè che rende possibile il distacco tra psiche-soma e l’esperienza del viaggio astrale. Questo simpatico viaggio darebbe la sensazione di “uscire” dal proprio corpo fisico, cioè di proiettare la propria coscienza oltre i confini corporei, come se si stesse fluttuando all’esterno del proprio corpo, percependo la presenza del proprio corpo da un punto esterno ad esso. La sostanza non induce dipendenza fisica né tolleranza né tossicità, anzi gran parte dei consumatori rimane talmente colpito/spaventato/terrorizzato (?) al punto tale da sviluppare una sorta di repulsione. Su Youtube o il web in generale si trova di tutto, comprese le esperienze dei consumatori. Riporto fedelmente una frase da uno studio del 2011 (Casselman & Heinrich): “Finally, the representation of Salvia divinorum on YouTube(TM) (and by inference the WWW as a whole) is a growing phenomena”.

L’attività psichedelica e unica nel suo genere della salvinorina A è dovuta al fatto che agisce selettivamente su un particolare recettore chiamato k-oppioide (KOR). La sostanza non ha alcuna affinità per i recettori serotoninergici 5-HT2A che rappresentano, invece, il principale target molecolare degli allucinogeni classici (LSD, N,N-dimetiltriptamina, psilocibina, mescalina). In aggiunta, è stata anche dimostrata la totale mancanza di affinità della salvinorina A nei confronti di altri bersagli molecolari quali recettori accoppiati a proteine G, trasportatori e canali ionici.

 

Salvinorina A

 

La Salvia divinorum è conosciuta e utilizzata dagli sciamani delle popolazioni mazateche della regione di Oaxaca da molti secoli sia nelle iniziazioni sciamaniche, sia durante le cerimonie di guarigione, a causa delle sue proprietà allucinogene. Gli indiani mazatechi attribuiscono alla Salvia divinorum nomi che ricordano il suo legame con la Vergine Maria (Ska Maria Pastora, hojas de Maria, Yerba Maria), della quale la pianta viene ritenuta essere l’incarnazione. Nel 1939 quando l’etnografo J. B. Johnson descrisse per primo l’uso di questa pianta, che veniva usata assieme a funghi e ai semi di altre piante per scopi divinatori. Nel 1952 fu descritta da Roberto J. Weitlaner ma il merito di aver per primo capito di cosa si trattasse e di avere raccolto materiale che identificasse questa nuova specie va a R. Gordon Wasson (studioso dei riti sciamanici) che accompagnato da Hoffman, nel 1961 la identificò come una specie del genere Salvia e fu anche il primo straniero che la sperimentò.

Dal momento che la pianta ha una bassissima germinabilità, la Salvia divinorum che troviamo attualmente in circolazione deriva tutta da talee dai cloni donati da una curadera Mazatec a R. Gordon Wasson e Albert Hofmann. Gli studiosi ad oggi, sono molto incerti sul fatto che si tratti di una specie o di un ibrido naturale prodotto in epoche passate dall’uomo anche se non si riesce a capire quali siano le piante madri in quanto in natura, allo stato selvatico, non è stata ancora ritrovata.

Il consumo di Salvia divinorum tra gli studenti delle scuole superiori statunitensi è in continuo aumento (4.4% in base ad uno studio del 2008 di Lange et al.). Rischi concreti all’incolumità fisica sono legati alla perdita di percezione del proprio corpo, si possono verificare cadute o urti. Vari manualetti ne sconsigliano l’uso vicino alle finestre e ai balconi. Ragion per cui ne viene consigliato l’utilizzo in ambienti confortevoli (il lounge bar va per la maggiore) con la presenza di una persona lucida e preparata denominata sitter.

Sul web, è possibile reperire una Salvia experential rating scale, che qui riassumo:

Livello – 1 “S” sta per effetti SOTTILI. Una sensazione che “qualcosa” sta accadendo, anche se è difficile dire che cosa.

Livello – 2 “A” sta per percezione ALTERATA. I colori e i contorni sono più pronunciati. L’apprezzamento della musica può essere aumentato. Lo spazio può sembrare di profondità maggiore o minore rispetto al solito. Assenza di visioni, pensiero meno logico e più giocoso.

Livello – 3 “L” sta per LEGGERO stato visionario. Visione ad occhi chiusi di frattali, modelli geometrici, visioni di oggetti e disegni inesistenti. Le immagini sono spesso a due dimensioni. A questo livello, le visioni non sono confuse con la realtà.

Livello – 4 “V” sta per stato visionario VIVIDO. Al malcapitato appaiono complesse scene tridimensionali, molto realistiche, accompagnate a voci. Ad occhi aperti il contatto con la realtà non del tutto perduto, ma quando si chiudono gli occhi si entra completamente in una scena onirica. E qui arriva il bello: esperienze sciamaniche in viaggio verso altre terre – straniere o immaginarie, incontri con esseri (entità, spiriti) e con personaggi di altre epoche. Si può anche vivere la vita di un’altra persona.

Livello – 5 “I” sta per esistenza IMMATERIALE. A questo livello non si possiede più un corpo e si è completamente coinvolti nell’esperienza interiore, perdendo ogni contatto con la realtà e con l’individualità. Si sperimenta la fusione con Dio, la mente, la coscienza universale, o fusioni bizzarre con altri oggetti – reali o immaginari (ad esempio, la fusione con una parete o mobile). A questo livello di solito non ci si muove più, ma ogni tanto si hanno degli scatti (ecco la necessità del sitter, di cui sopra). Per la persona che giunge a questo stadio, il fenomeno può essere terrificante o estremamente piacevole, ma per un osservatore esterno l’individuo può sembrare confuso o disorientato.

Livello 6 – “A” sta per effetto amnesico. Completa perdita di coscienza. L’individuo può cadere o rimanere immobile. Non si prova più dolore fisico e al risveglio l’individuo non avrà ricordo di quello che ha fatto o detto. La gente non riesce a ricordare minimamente che cosa sperimenta in questo stato di trance molto profonda.

 

Tralascio le esperienze degli utilizzatori, peraltro facilmente reperibili sul web, e concludo pubblicando questo link degli Wide, che hanno trasposto in musica la loro esperienza con l’amica salvia, ripercorrendo gli stadi della Salvia experential rating scale nel loro pezzo (ascoltatelo qui). Buon ascolto!

 

 

 

Grazie a loro, ho scritto:

 

Aaron A. Jenks, Jay B. Walker, Seung-Chul Kim (2011) Evolution and origins of the Mazatec hallucinogenic sage, Salvia divinorum (Lamiaceae): a molecular phylogenetic approach. J Plant Res 124: 593-600.

Ivan Casselman and Michael Heinrich (2011) Novel use patterns of Salvia divinorum: Unobtrusive observation using YouTube™. Journal of Etnopharmacology 138: 662-667.

James E. Lange et al. (2008) College student use of Salvia divinorum. Drug and Alcohol Dependence 94: 263-266.

Thomas E. Prisinzano (2005) Psychopharmacology of the hallucinogenic sage Salvia divinorum. Life Sciences 78: 527-531.

http://it.wikipedia.org/wiki/Salvia_divinorum

http://sagewisdom.org/usersguide.html

http://www.elicriso.it/it/piante_allucinogene/salvia_divinorum/

http://www.iss.it/binary/drog/cont/Schede_S.pdf

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