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Ago
29
2013
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Le bio-noci lavatutto®

 

 

La curiosità sull’albero del sapone mi è nata leggendo una delle più rinomate riviste scientifiche: Topolino. Da lì, il passo su Ebay è stato breve. Là ho trovato i suoi semi e li ho comprati (ma li potete anche trovare facilmente nei negozi dell’associazione consumatori Altroconsumo).
Si tratta di Sapindus mukorossi, chiamato comunemente “albero del sapone”, che cresce in India, Nepal e Asia orientale. E’ un albero a chioma semipersistente che raggiungendo e talora superando i 20 metri di altezza, con una chioma di grande effetto ornamentale. Le foglie, lunghe circa 40 cm, imparipennate e alterne sono composte da foglioline di circa 15 centimetri, sono glabre e di forma ovale o lanceolata. I fiori, estivi, sono riuniti in grandi infiorescenze di colore bianco. E’ un albero relativamente rustico, che si adatta a diverse condizioni di suolo ma piuttosto esigente in fatto di temperatura e si moltiplica da seme. Quest’ultimo si presenta come una perla di colore nero-lucido ed è molto apprezzato dagli artigiani locali per la fabbricazione di collane, bracciali e vari oggetti.
Dopo circa dieci anni di crescita, comincia a produrre frutti e va avanti così per almeno cento anni! Tra marzo ed aprile inizia la fioritura e nei mesi di settembre ed ottobre è possibile raccogliere questi frutti: piccole noci rotonde e vischiose, dal colore dorato. Le infruttescenze di Sapindus mukorossi, lunghe fino a 25 cm, sono costituite da drupe disposte singolarmente o a coppia formanti un grosso grappolo foto in basso). Ogni drupa racchiude un seme.

 

 

I frutti hanno una polpa (mesocarpo) ricca di una sostanza chiamata saponina (fino al 30% del peso secco), che a circa 40 gradi si scioglie in acqua e diventa un sapone completamente naturale, delicato sulla pelle e su tutti i capi, anche su quelli in seta, poiché naturale al 100%.
La saponina comprende in realtà un vasto gruppo di composti (quindi sarebbe meglio chiamarle saponine) in grado di sviluppare un elevato potere detergente. Le saponine vegetali abbassano la tensione superficiale in soluzioni acquose, formando schiume ad azione emulsionante. Il vantaggio naturalmente è delle piante, che si difendono dai funghi patogeni perché le saponine reagiscono con i grassi presenti nelle membrane dei filamenti dei funghi (ife), idrolizzandoli e distruggendo le cellule. Strutturalmente, le saponine sono formate dall’unione di residui zuccherini con una molecola non zuccherina, detta aglicone (in questo caso, la sapogenina). Questa struttura particolare è la responsabile dell’attività detergente delle saponine in quanto gli zuccheri formano una sezione idrosolubile mentre l’aglicone risulta essere liposolubile. Si comportano praticamente come i saponi che usiamo per lavarci, con una testa polare idrosolubile e una lunga coda liposolubile che si discioglie nel grasso. Le saponine possono essere prevalentemente di due tipi: triterpeniche (a 30 atomi di carbonio) e steroidee (a 27 atomi) (foto in basso). Le prime sono quelle più abbondanti in Sapindus.

 

E’ sufficiente strofinare tra le mani una drupa di albero del sapone per ottenere un immediato e notevole effetto detergente. Il pulito ottenuto con le drupe è paragonabile a quello di un tradizionale detersivo, anche se è preferibile aggiungere un agente sbiancante per evitare che i tessuti bianchi si ingrigiscano dopo qualche lavaggio; in genere è consigliato il percarbonato, un componente alla base di molti sbiancanti eco-friendly, che non inquina e non danneggia i tessuti. Le noci, inoltre, conferiscono naturalmente morbidezza ai tessuti, rendendo perciò superfluo l’utilizzo di ammorbidenti (eliminando così un altro prodotto superfluo) ma non profumano la biancheria; si può ovviare facilmente a questa “mancanza” aggiungendo qualche goccia di olio essenziale nel sacchetto che contiene le noci. Alcune ricette “lavatorie” li trovate qui (in italiano) e, spiegate più approfonditamente, qui (in inglese, però).
I frutti di un’altra specie dello stesso genere, Sapindus saponaria, originaria del nuovo mondo, erano usati come saponi dagli indiani d’America, ma non occorre andare così lontano: in campagna, i nostri antenati lavavano la lana e altri capi delicati con la comune Saponaria officinalis, simile al garofano, che ha un’alta concentrazione di due saponine (acido saporubinico e saprubrinico) in tutte le parti della pianta, in modo particolare nelle radici. Queste ultime possono contenerne fino al 20% del peso secco nel periodo della fioritura (giugno-settembre). Ancora oggi, i campeggisti conoscono bene l’utilità della saponaria (also according to “Manuale delle Giovani Marmotte”, fonte suprema di sapienza).

Ho comprato i frutti in confezioni da mezzo chilo a meno di dieci euro, li ho provati, e devo dire che mi hanno soddisfatto. Cinque di questi semi messi in un sacchetto di cotone fine possono essere usati sino a tre o quattro volte, anche a lavatrice piena. Considerando che non si tratta di detergenti di sintesi e ad alta concentrazione e purezza, i risultati sono stati notevoli. Non ho mai lavato sopra i 40 gradi perché, considerando l’alta solubilità delle saponine, pare sia inutile e inoltre ad acqua molto calda si rischierebbe che i semi rilascino un pigmento grigio-marrone, cosa che non accade a basse temperature. Al costo di meno di 10 centesimi a lavaggio (stimati in base alla quantità di semi usati e al loro riutilizzo), è difficile quindi battere il loro primato in termini di efficacia e qualità di lavaggio. Infine, non scordiamo che non inquinano e si possono compostare una volta esauriti; più sostenibili di così, si muore.

 

 

Grazie a loro, ho scritto:

 

Hui-Chi Huanga, Ming-Der Wu, Wei-Jern Tsai, Sin-Chung Liao, Chia-Ching Liaw, Li-Chuan Hsu, Yang-Chang Wu, Yao-Haur Kuo (2008) Triterpenoid saponins from the fruits and galls of Sapindus mukorossi. Phytochemistry 69: 1609-1616.

Wei Ni, Yan Hua, Hai-Yang Liu, Rong-Wei Teng, Yun-Cheung Kong, Xiu-Ying Hu, Chang-Xiang Chen (2006) Tirucallane-Type triterpenoid saponins from the roots of Sapindus mukorossi. Chemical and Pharmaceutical Bulletin 54: 1443-1446.

Sapindus mukorossi: l’albero del sapone. http://www.verdeinsiemeweb.com/2011/11/sapindus-mukorossi-lalbero-del-sapone.html

Sapindus mukorossi: le noci lavatutto dell’albero del sapone. http://www.polti.it/Blog/it/blog/post/301048/Sapindus%20Mukorossi:%20le%20noci%20lavatutto%20dell%E2%80%99albero%20del%20sapone

Sapindus mukorossi – The Complete Soapnut Guide! http://www.sapindusmukorossi.com/

Saponine. http://it.wikipedia.org/wiki/Saponine

COMMENTI 2   |   Scritto da Horty in:  Scienza e fantascienzaSenza categoria |
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